Chirurgia hitleriana: Le foto censurate che hanno sconvolto il mondo

Si ricorda la seconda guerra mondiale come il più catastrofico conflitto per numero di vittime: Circa 50 milioni. E’ poco noto invece il numero, fra civili e militari, di feriti, mutilati e deturpati. Alcune stime parlano di oltre 150 milioni. Un numero difficile anche da pensare. Spesso i mortai hitleriani si surriscaldavano, ed esplodevano. La loro canna era troppo corta, e li rendeva una macchina autodistruttiva mortale per chiunque fosse nel raggio di 15 metri. Peter non era nel raggio, non venne ucciso da quell’esplosione.

Si trovava a circa 30 metri dal mortaio suicida. Quando esplose delle schegge di artiglieria deturparono gravemente il suo viso, rendendolo un autentico mostro. Nella Berlino della liberazione, un medico sperimentalista iniziò a specializzarsi in tecniche chirurgiche ricostruttive per feriti di guerra. Fra i tantissimi pazienti, che gli portarono in breve tempo una vera e propria fortuna, vi fu anche Peter. Il medico iniziò ad applicargli un rudimentale espansore rapido per dilatargli il cavo orale e normalizzare la parte mascellare gravemente danneggiata.

Successivamente asporto del tessuto dalle natiche per impiantarglielo sul viso. Il risultato è davvero notevole considerando le conoscenze e gli strumenti di oltre 70 anni fà.

I molteplici innesti, han creato un tessuto successivamente modellato chirurgicamente dal pioniere della chirurgia moderna in modo straordinariamente abile.

Nonostante le varie tecniche più o meno comprensibili utilizzate in questa operazione, dobbiamo ammettere che il risultato finale è a dir poco impressionante, specialmente se consideriamo il fatto che stiamo attorno al 1946.