Igor il Killer: La sua Richiesta fa tremare l’Italia

BOLOGNA – Il killer di Budrio è stato preso. In Spagna, dopo aver freddato altre tre persone: due agenti della Guardia civil e il proprietario di un ranch, vittime che si aggiungono al barista Davide Fabbri, ucciso nel suo locale di Riccardina di Budrio il 1° aprile, e la guardia ecologica volontaria Valerio Verri, l’8 aprile nelle campagne di Portomaggiore (e il sospetto che ci sia lui dietro la morte della guardia giurata Salvatore Chianese, nel 2015). Ma le indagini non si chiudono. Perché mancano ancora alcuni fondamentali tasselli al quadro di sangue e terrore dipinto da “Igor il russo”, il serbo Norbert Feher, il criminale dai mille volti. Per esempio chi l’ha aiutato nella fuga dall’Italia quando è scattata la caccia all’uomo.

Norbert Feher verrà sottoposto al suo primo interrogatorio stamattina, domenica, davanti al giudice del tribunale di Alcaniz in Aragona dove è stato da poco condotto.

Al serbo sono state trovate quattro pistole, due rapinate agli agenti della Guardia Civil uccise e altre due su cui sono in corso accertamenti. Tra il materiale sequestrato al serbo accusato di sei omicidi tra Spagna e Italia, ci sono anche cellulare, tablet, computer e chiavette usb: oggetti che si spera possano essere utili a ricostruirne gli spostamenti durante la latitanza e i contatti. Sulle pistole sono in corso esami balistici: è verosimile che si tratti delle due armi prese in Italia, una nel corso della rapina senza feriti alla guardia giurata di Consandolo (Ferrara) il 30 marzo, la seconda rubata nell’agguato a Valerio Verri e Marco Ravaglia, l’8 aprile nelle campagne del Mezzano. Gli altri oggetti sono stati trovati all’interno di uno zainetto, nel furgone che Feher aveva preso alla terza vittima spagnola, l’allevatore José Luiz Iranzo. Proseguono le indagini, con ufficiali del reparto operativo dei carabinieri di Bologna che le stanno seguendo direttamente sul posto.

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